|
‘’Osservi che aspetto crudele hanno i bianchi: le loro labbra sono sottili, i loro nasi affilati, i loro visi sono tesi e torturati dai loro pensieri, i loro sguardi sono fissi: stanno sempre cercando qualcosa. Cosa cercano? I bianchi vogliono sempre qualcosa, sono sempre nervosi e irrequieti… noi non sappiamo cosa vogliono, non lo capiamo… pensiamo che siano semplicemente pazzi,,
da una conversazione tra Ochwìa Biano (Lago Di Montagna) capo dei Pueblos Taos e C. Gustav Jung Le figure del mito -che litigano, imbrogliano, hanno ossessioni sessuali, consumano vendette, sono vulnerabili, uccidono, sono dilaniate- mostrano che gli Dei non sono sono solo perfezione (…) I mitemi in cui compaiono gli Dei sono stracolmi di comportamenti che, da un’ ottica secolare, andrebbero classificati come patologia criminale, mostruosità morale o disturbi della personalità. (…) Ne consegue che la nostra individuale completezza richieda le nostre patologizzazioni. La mitologia classica è, se si vuole, un vero e proprio manuale di psicopatologia; è tutto lì, basta solo leggerlo in questa luce (J. Hillman 2008) È possibile, quindi, domandarsi: se le emozioni appartengono agli Dei, perché danzare il vostro desiderio, dipingere la vostra paura, oppure dare il vostro dolore in prestito alla voce alla voce per trovare le sue parole? (…) La mia risposta a questa domanda è piuttosto semplice. Anche se molti obbiettivi sono possibili, e diversi terapeuti e scuole avranno diverse intenzioni, io non mi impegno nell’ arteterapia né per l’ arte, né il paziente, né per né per l’ emozione. Che altro c’è oltre al prodotto artistico, al paziente e all’ emozione? L’ immaginazione! Poiché l’ arteterapia attiva l’ immaginazione e permette di materializzarsi, cioè di entrare nel mondo attraverso le emozioni del paziente, la terapia con l’ arte deve avere la precedenza su tutti gli altri tipi di terapia. J. Hillman 2002 H. McConeghey apre le porte alla presenza dell’ anima che permea e avvolge il concetto di bellezza: in questo senso non è più possibile pensare alla bellezza solo in termini di piacere e armonia. C’è grande dolore e tristezza in ogni paradigma di bellezza perché esso include l’ ampiezza dell’ umana esperienza. Questo tipo di percezione estetica vede la bellezza in ciò che è sgradevole e duro così come in ciò che è bello e armonioso. Se la presenza dell anima fa pensare a una bellezza più profonda, allora ‘’bellezza’’ significa partecipazione dell’ anima del mondo, anche nelle situazioni piene di dolore e miserabili. Come arteterapeuti, noi siamo al servizio di Afrodite (…) Quando il significato delle opere dei pazienti ci sembra perfettamente chiaro, e non c’ è mistero, possiamo essere sicuri che entrambi non abbiamo riconosciuto la divinità dell’ immagine, o il paziente sta resistendo alla fantasia e sta dissimulando con banali e tradizionali figure e modelli. L’ uso di modelli banali o stereotipati è un tentativo di eludere le richieste di Afrodite, l’ imperativo artistico della psiche. Howard McConeghey, 2003 ‘’Le ancelle di Afrodite erano Inquietudine e Tormento. Partecipare all’ esperienza del mondo significa rispondere esteteticamente. Per gli arteterapauti significa percepire la qualità estetica delle opere d’ arte dei loro pazienti (…) Un’ esperienza artistica può essere il primo passo nel realizzare la bellezza della vita quotidiana. Non è abbastanza scrivere i sogni di qualcuno o dipingere le immagini interiori, la persona deve anche connettere tali immagini con la vita di tutti i giorni. Connettere le immagini psichiche alla vita di tutti i giorni è l’ essenza della creatività.,, Howard McConeghey, 2003 L’ opera d’ arte dei bambini spesso tocca l’ anima con la bellezza degli Dei vista nelle cose ordinarie che contano. La bellezza è la manifestazione rivelatrice della realtà essenziale sotto la materialità oggettiva delle cose. (…) Se noi chiediamo come disegnare diamo per scontato che ci sia un’ autorità che conosce ‘’il modo giusto’’ (…) Solo quando ci troviamo nel regno del tramonto della psiche inconscia possiamo realizzare o rendere reale attraverso l’ arte il valore delle cose ordinarie. Solo in questo regno possiamo immaginare le radici archetipiche delle nostre esperienze individuali. Solo attraverso l’ umiltà e l’ accettazione dell’ autonomia della psiche oggettiva l’ immagine può essere formata con materiali concreti. Qua è dove l’ arte inizia. Questo è il motivo per cui i disegni spontanei dei bambini, degli adulti senza formazione e dei pazienti in arteterapia possono essere chiamati arte. Howard McConeghey, 2003 Howard McConeghey Non c'è nulla da dire sulla visita alla Torre. Non ci sono proprio le parole. Ci sono immagini, belle, intense, increndibili, susseguitesi, ora sinusoidalmente, ora toricamente verso il basso/centro e poi verso l' alto/periferia e poi di nuovo giù verso il centro. L' incontro ''casuale''col nipote A. sulle colline di Herrliberg circa 7 anni fa, le visite -simili a pellegrinaggi-, l' incontro con una donna stupenda al cancello della torre (organizzato dall' ''Homo Salvadego di Sacco'' e da una certa iconografia di Maria di Magdala), altre visite-pellegrinaggi, l' invito per un the, sul muretto a strapiombo sull' acqua, seduta sul suo fazzoletto bianco steso con cura per proteggermi i vestiti, la teiera in ghisa nera, poche parole -l' utilità delle parole è così sopravvalutata !!!- e l' arrivo di Hermes: maschile, messaggero, tessitore di relazioni che rende tutto più reale, più concreto, denso e materico. Compagni di viaggio meravigliosi, energie maschili intense, stimolanti e tempranti. Ecco qualche fotografia, le più ''neutre'' e discrete: non mi fa sentire bene pubblicare i dettagli intimi di un ''luogo sacro'' ''Sono sopravvissuta all’ emozione, ed oggi si è avverato un sogno… anzi, IL sogno!
Un sogno incubato 7 anni e realizzatosi in una straordinaria giornata di luce e sole grazie ad un’ incredibile trama sincronica di eventi, persone, luoghi, momenti, immagini, relazioni. Ho avuto l’ opportunità di visitare il più magico dei luoghi magici, di guardare negli occhi Atmavictu, di conoscere Ym che fa splendere il sole, di vagare qualche istante per le oscure regioni del cosmo con Telesforo, di spingere la sfera con l’ Orsa, di giocare con Mercurio-burlone, di condividere momenti intimi, preziosi e commoventi coi componenti di questa straordinaria famiglia. Voglio ringraziare tutte le persone che hanno reso possibile questo miracolo: In ordine più o meno cronologico, grazie a Carl, Werner, Elena, Giulia, Robert, Jost, Andreas e grazie ai miei adorabili compagni di viaggio. ora mi ci vorranno 10 anni per metabolizzare e comprendere tutto quello che mi è successo là dentro <3,, |





