ELEONORA DE SIMONI
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Storie come medicine

15/5/2018

 
''Nell’ uso di una storia come medicina , come in un tirocinio psicanalitico forte e in altre arti mediche insegnate e controllate con rigore, veniamo accuratamente preparate a sapere che cosa fare e quando, ma siamo in particolare e soprattutto istruite su che cosa ‘’non fare’’. Questo, forse più di tutto il resto, distingue le storie per mero intrattenimento, in sé e per sé una forma degna, dalle storie come medicina.
Pertanto, una delle prime domande che poniamo quando incontriamo una narratrice/guaritrice è: ‘’Quines son tus familiare? Quines son tus padres?’’ In altri termini, da quale stirpe di guaritrici vieni? Non intendi per caso la scuola che hai frequentato? Non intendi le lezioni a cui hai assistito, i workshop cui hai preso parte? Intendi alla lettera le stirpi spirituali da cui discendi? Come sempre cerchiamo l’ autenticità, la sapienza e non la vivacità intellettuale, una devozione religiosa incrollabile e incastonata nella vita quotidiana, la gentilezza e il garbo chiaramente intrinseci in una persona che ha conoscenza di quella Fonte da cui deriva la guarigione. Il desiderio di ‘’essere così ‘’ non è come ‘’essere così’’.
La medicina che guarisce di una storia non esiste nel vuoto. Non può esistere separata dalla sua fonte spirituale. Non può essere assunta come ‘’mix-and-match project’’ . C’è un’ integrità in una storia che proviene dalla vita reale. Una storia è chiaramente illuminata dall’ esservi cresciuta.,,
​Clarissa Pinkola Estés, donne che corrono coi lupi


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